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Tono muscolare e movimento: l’azione della tossina botulinica

Tono muscolare e movimento: l’azione della tossina botulinica

La tossina Botulinica di tipo A è ampiamente utilizzata nel trattamento delle patologie caratterizzate da un aumento del tono muscolare e da disordini del movimento. Alla prima approvazione di fine anni ’80 per la cura della distonia cervicale, dell’emispasmo e del blefarospasmo, se ne sono aggiunte altre, tra cui la spasticità degli arti conseguente all’ictus cerebrale, alla sclerosi multipla, ai traumi cranici, alle paralisi cerebrali infantili e alle lesioni del midollo spinale. Si tratta di patologie che possono causare un’alterazione del tono muscolare in eccesso (spasticità) responsabile di difficoltà del movimento degli arti, di dolore e dell’assunzione di posture abnormi della mano e del piede. L’azione di inibizione del rilascio di acetilcolina in corrispondenze delle placche motrici dei muscoli, propria della tossina botulinica, causa una transitoria (circa 3 mesi) denervazione del muscolo infiltrato, liberandolo da questa eccessiva condizione di ipertonia e migliorando la qualità di vita del paziente: la tossina Botulinica agisce in pratica come un vero e proprio “bisturi chimico”, in cui il potere tagliente della lama è rappresentato dal dosaggio da somministrare, scelto in relazione alle dimensioni dei muscoli, della malattia e dell’obiettivo da raggiungere.

Pertanto i principali scopi che ci si propone di ottenere con l’impiego della tossina Botulinica tipo A sono:

  • Riduzione della spasticità e se possibile, incremento delle capacità funzionali (mobilità, deambulazione, trasferimenti)
  • Riduzione del dolore e degli spasmi muscolari
  • Maggiore facilità nella cura personale (vestirsi, lavarsi) migliorando così le attività di vita quotidina
  • Prevenzione delle complicanze muscolo-scheletriche (piaghe da decubito, sublussazioni, contratture).

È considerato un farmaco sicuro se somministrato da specialisti esperti, con effetti collaterali a dosi terapeutiche lievi e reversibili. Aspetto di fondamentale importanza è la giusta identificazione dei muscoli da trattare, in considerazione del quadro clinico del paziente, che può essere diverso anche per stesse patologie; una corretta guida strumentale, come l’ecografia, l’elettromiografia e l’elettrostimolazione è necessaria per assicurare al paziente un trattamento preciso e scevro da effetti collaterali.

È necessario inoltre che la terapia con tossina botulinica tipo A sia associata ad un programma riabilitativo personalizzato al fine di aumentare l’efficacia d’azione e raggiungere l’obiettivo prefissato: anche in questo caso è fondamentale che il paziente sia trattato da operatori della riabilitazione esperti, con utilizzo sia di metodiche classiche che innovative, tra cui robotica e tecniche stimolanti fenomeni di neuroplasticità cerebrale (mirror therapy, constraint therapy ecc..) affinchè si possa, laddove sia presente una funzione residua, incrementare la perfomance motoria attiva.

Presso l’ambulatorio di “Valutazione e trattamento della spasticità e dei disordini del movimento” afferente alla Struttura Complessa di Medicina Fisica e Riabilitazione Universitaria dell’Ospedale “Riuniti” di Foggia, sono mensilmente sottoposti a valutazione e trattamento circa 100 pazienti affetti da spasticità per ictus, traumi cranici, lesioni midollari e paralisi cerebrale infantile.

In tale ambulatorio le indicazioni al trattamento con tossina botulinica sono poste in funzione delle condizioni cliniche del paziente e delle necessità della terapia, in accordo con specifici programmi di riabilitazione motoria che i pazienti trattati devono eseguire: infatti durante la visita fisiatrica condotta da un equipe di esperti vengono identificati gli obiettivi da raggiungere con la terapia infiltrativa; tale finalità costituisce il contenuto essenziale del colloquio con il paziente, con il care-giver e quando possibile con il fisioterapista.

L’infiltrazione con tossina botulinica viene eseguita utilizzando soprattutto la guida ecografica, che consente, in modo indolore, di identificare precisamente il muscolo da trattare e di osservarne le caratteristiche strutturali.

La valutazione del paziente è eseguita prima e dopo la terapia, analizzando i risultati clinici e funzionali: si utilizzano cartelle cliniche in cui vengono riportati i dati contenenti le generalità del paziente, il dosaggio del farmaco utilizzato, il punteggio ottenuto somministrando diverse scale di valutazione ed il consenso informato firmato dal paziente o dai care-givers.

Al termine della visita e dell’infiltrazione eseguita viene elaborato un piano terapeutico-riabilitativo.Il paziente viene quindi valutato al momento dell’ ammissione all’ambulatorioe dopo circa un mese dal trattamento; successivamente si procede con una nuova infiltrazione, in genere non prima di 3 mesi.La periodicità costante dei controlli e delle re-infiltrazioni permette di inserire i pazienti, se consentito dagli stessi, in protocolli di studi scientifici sviluppati in collaborazione con centri di studio nazionali ed internazionali, fornendo pertanto sempre valutazioni e trattamenti innovativi in accordo con linee guida ed evidenze scientifiche.

Nell’ambito dei risultati ottenutisi sono riscontrati dati che confermano l’efficacia e la sicurezza della tossina Botulinica tipo A: è tuttavia importante sottolineare l’assoluta necessità di trattamenti infiltrativi che devono assolutamente essere eseguiti da medici con esperienza clinica in tale settore, per poter utilizzare al meglio tale farmaco, in quanto dosaggi inferiori al necessario ne inficiano l’efficacia, trattamenti troppo ravvicinati possono facilitare lo sviluppo di anticorpi neutralizzanti il farmaco, mentre dosaggi eccessivi possono essere dannosi per il paziente.

Andrea Santamato

Questo articolo è stato realizzato con la consulenza del dottor Andrea Santamato, specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa

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