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La “Coincidenza” il nuovo romanzo di Ruggero Osnato

La “Coincidenza” il nuovo romanzo di Ruggero Osnato

Il nuovo lavoro dello scrittore Ferrarese  affronta il tema dei tragici atti terroristici degli ultimi anni, perpetrati dalla jihad islamica

«Non c’è atto di libertà individuale più splendido che sedermi a inventare il mondo davanti ad una macchina da scrivere.» Lo scriveva  Gabriel Garcia Marquez e la storia nel tempo si ripete. Per la Biblioteca di Be-yonder voglio segnalarvi, la nuova avventura editoriale dell’amico Ruggero Osnato: un medico, uno  scrittore raffinato, un uomo di pensiero e di linguaggio forbito. “La Coincidenza” è un viaggio nell’animo umano.  Per  riflettere sul senso dell’esistere. Il 5 Giugno verrà presentato a Ferrara dai giornalisti  Elisa Stefanati, che ne  ha curato la prefazione,  ed Andrea Maggi. Il volume è edito da New-Book.  C’è un senso profondo nello scrivere.  Ricordo  le parole di Cesare PaveseNell’inquietudine e nello sforzo di scrivere, ciò che sostiene è la certezza che nella pagina resta qualcosa di non detto» ed il romanzo di Ruggero Osnato scuote le coscienze. Impone una scelta.  Invita all’azione. Buona lettura da Susanna Messaggio!

Prefazione di Elisa Stefanati al Romanzo di Ruggero Osnato

“Le coincidenze sono la maniera con cui Dio rimane anonimo” (A. Einstein).

Le storie dei sei personaggi si intersecano. Inizialmente non vi è alcuna connessione causale nella vita dei protagonisti della narrazione, ma un giorno, i loro destini si “incrociano”, arrivando a misurarsi simultaneamente con la furia distruttiva di un evento violento e traumatico, destinato a segnare per sempre le loro esistenze. Mentre leggevo il nuovo manoscritto di Ruggero Osnato, rammentavo  il concetto di sincronicità, una sorta di Bon Mot chiamato in causa da Carl Jung per affrontare il tema delle coincidenze significative, il cui scopo è quello di stimolare la crescita psicologica e il cambiamento, nel tentativo di comprendere davvero chi siamo come individui. Destino, disegno divino, libero arbitrio. E’ un elaborato, quello di Ruggero Osnato, che si specchia nella realtà dei nostri giorni, tormentati dalla violenza e dall’ impossibilità di capirne le radici e le logiche. I personaggi sono persone comuni, eppure, sono eroi. Se è vero che noi cambiamo, solo quando cambia qualcosa al di fuori di noi, cosa possiamo aspettarci dallessere umano?Lo si colmi di tutti i beni di questo mondo, ma in quello stesso istante vi giocherà un brutto tiro, solo per ingratitudine, o per insultare. Queste parole escono dalla penna di Fëdor Dostoevskij. Ogni essere umano emana luce e cela un’ombra. Ne è certamente convinto Ruggero Osnato. Per lui vivere è sempre una scelta, un imperativo categorico che plasma ogni personaggio del romanzo. Lo scrittore già in passato si è soffermato sul tema degli “incroci” che caratterizzano le nostre vite.

Esiste la felicità, dove e perché si nasconde?”,

si domanda il giovane operaio Marco Malaguti, mentre dando  voce all’interrogativo dell’autore. Ogni personaggio cerca la propria redenzione lottando contro i grandi temi del vivere attuale. La crisi economica, la perdita del lavoro, la crisi d’identità, la dipendenza da stupefacenti, l’ambiguità e il disorientamento che conduce alla sopravvivenza esistenziale. Ognuno è solo in compagnia dei propri demoni, in una complessa lotta, guidato dai rispettivi principi deontologici, etici, morali, di giustizia, equità e religione. Nel secondo romanzo, il topos letterario scelto dallo scrittore, è la “coincidenza”, per ricordarci che ognuno è chiamato a scegliere, nel libero arbitrio, da che parte stare anche nelle situazioni più estreme. Eros e Thanatos si fronteggiano, pulsioni di vita e amore, così, come bene e male, forza e debolezza, fede e ragione, paura e coraggio. Quali errori e iniquità alimentano la violenza pervasiva che insanguina il mondo? Quali le origini dellodio che nutre la minaccia terroristica, generando rancore civile e spietata vendetta? Ognuno avverte l’urgenza di trovare le proprie risposte, come imperativo morale. ” La Coincidenza” è un’opera ben costruita , con una struttura a tasselli  che si ricompone in un epilogo finale  complessivo.

Ruggero Osnato

La scrittura è forbita e suggestiva nella puntualità delle descrizioni, nelle analisi degli stati emotivi e nel modo di dare corpo con le parole ad ogni personaggio. Ruggero Osnato ha la forza creativa del Big Bang con la penna. È un giocoliere della parola e la usa e la educa con maestria. Chi legge “La Coincidenza”, ha fretta di conoscere il destino dei protagonisti a cui si è “affezionato”, per merito dell’autore, naturalmente. Una migliore comprensione del concetto di sincronicita’ può sbloccare la nostra capacità di manifestare cose buone e di scegliere il percorso esistenziale migliore, anche nelle situazioni in cui si scatena l’illogico e la forza distruttiva del Caos.

Cosa ci si può aspettare dall’essere umano?

La domanda di Ruggero Osnato ferisce e fa male, mentre si alza stridula dall’orrore delle macerie e s’interroga sui vissuti dei fratelli terroristi, che scatenano morte e distruzione, seppure, con esiti emotivi differenti. Il fuoco dell’orrore prende vita come hybris che semina empietà, ingiustizia e morte. Chi sopravvive, ne resterà per sempre segnato. Chi muore, rimarrà impresso ad esempio, nei luoghi giusti della memoria.

Tante sono le domande che l’autore accende, come fiamme, alimentate dalla sete di verità. Ma se è vero che le ideologie più disparate sono usate a giustificazione del terrore e delle stragi indiscriminate, altra cosa è la parola vera, il libero pensiero e il rispetto della vita, in alternativa al silenzio opprimente, all’isolamento obbligato e all’accidia della morte. Nella violenza, l’uomo diviene nemico di sé stesso. Tutti dovremo lavorare per trasformare l’inferno terreno vissuto dai tanti, dai troppi e, questo, in modo indipendente dalle origini, dai luoghi di persistenza e dai diversi credi religiosi. Una parola, infine, mi sia concessa sulle protagoniste della narrazione. Sono loro a dettare i motivi della riconciliazione, dell’integrazione e della ripresa. Con la figura di Yasmine, che custodisce in grembo la genesi della rinascita, l’autore ha reso un omaggio prezioso, rispettoso, alla figura femminile. E’ un romanzo che lascia aperta la porta e invita a un lavoro di riflessione personale. Leggendo l’ultimo capitolo, rievocavo le parole del sociologo e filosofo  Zygmunt Bauman: “tanto più siamo in grado di combattere, lottare, di fare scelte significative, tanto più si accorcerà la distanza che ci separa dalla felicità. La lotta quotidiana, tuttavia, non va affrontata in modo solitario. Relazionarsi con le persone è terribilmente complicato, per farlo, bisogna essere in grado di accettare sacrifici, di andare incontro alle esigenze altrui, alle diversità, ed      avere pazienza”.

E’ complicato, certo, ma è dalle relazioni autentiche che nasce la felicità.

 

 

Susanna Messaggio

Susanna Messaggio

Editor in chief, Beyond PR

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