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Ferrara capitale della prevenzione oncologica

Ferrara capitale della prevenzione oncologica

Dal 24 al 26 giugno Ferrara ospita la diciassettesima tappa del tour dell’AIOM

 Ogni anno a Ferrara sono stimate circa 2.980 nuove diagnosi di tumore (1.628 uomini e 1.352 donne)

Un dato che non lascia dubbi sul valore della prevenzione. Su questa spinta, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica,  promuove una manifestazione itinerante che toccherà 20 città con eventi che dureranno tre giorni. Il prossimo weekend Ferrara diverrà di fatto la capitale della lotta al cancro. Il capoluogo ospiterà per 3 giorni l’evento dedicato alla prevenzione oncologica dal titolo “Festival della prevenzione e innovazione in oncologia”. Un motorhome, cioè un pullman, sarà allestito dal 24 al 26 giugno in Largo Castello, dove gli oncologi dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), in collaborazione con i medici del Reparto di Oncologia dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara, forniranno consigli e informazioni sulla prevenzione, sull’innovazione terapeutica e sui progressi della ricerca in campo oncologico.

Sono invitati a partecipare all’iniziativa  le associazioni dei pazienti, i familiari e i cittadini di tutte le età.

Antonio Frassoldati

“Almeno il 40%, più di 1.190 casi ogni anno, potrebbe essere evitato adottando alcune semplici regole”, spiega Antonio Frassoldati, direttore Oncologia del S. Anna. “L’obiettivo del progetto – prosegue Frassoldati – è trasmettere ai cittadini un messaggio fondamentale: contro il cancro si deve giocare d’anticipo. E lanciamo, sul modello dei festival della letteratura, il “Festival della prevenzione e innovazione in oncologia” per spiegare agli italiani il nuovo corso dell’oncologia, che spazia dai corretti stili di vita, agli screening, alle armi innovative, fino al reinserimento nel mondo del lavoro. Serve però più impegno sugli stili di vita e sugli screening. Il cancro è infatti la patologia cronica che risente più fortemente delle misure di prevenzione”. Gli abitanti della regione tendono a sottovalutare le regole della prevenzione, anche se in alcuni casi le percentuali sono migliori rispetto alla media italiana (Report del sistema di sorveglianza PASSI 2014-2017): il 22,7% dei cittadini è sedentario (33,6% Italia), il 30,5% è in sovrappeso (31,7% Italia) e l’11,8% è obeso (10,7% Italia). I bevitori a rischio rappresentano il 22,9% (17% Italia) e il 28% fuma (26% Italia), percentuali superiori alla media italiana.

Gabriele Luppi

“Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio oncologico”, afferma Gabriele Luppi, coordinatore AIOM Emilia-Romagna e Responsabile struttura semplice ‘DH Oncologia’ presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena. “Più di centomila casi di tumore ogni anno in Italia – continua Luppi – sono dovuti proprio alle sigarette. Numeri che ricordano quelli di un’epidemia. L’85-90% di quelli al polmone, il 75% alla testa e collo (in particolare a laringe e faringe), il 25-30% al pancreas. Evidente l’impatto delle bionde anche nel cancro della vescica, uno dei più frequenti con il 50-65% dei casi riconducibili a questo vizio fra gli uomini e il 20-30% fra le donne. Il fumo inoltre aumenta del 50% la probabilità di sviluppare una neoplasia del rene e fino a 10 volte all’esofago. Un ruolo fondamentale nella prevenzione primaria è svolto anche dall’attività fisica. È dimostrato che il 20% del totale dei tumori è causato proprio dalla sedentarietà. Da qui l’importanza delle campagne di sensibilizzazione come questo Festival”.

In Emilia-Romagna nel 2017 sono stati stimati 31.100 nuovi casi di tumore (15.800 uomini e 15.300 donne).

Le 3 neoplasie più frequenti nella Regione sono quelle del seno (4.250), colon retto (4.100) e polmone (3.450). La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è pari al 62,4% (65% donne e 56% uomini), dato che colloca l’Emilia-Romagna al primo posto a livello nazionale davanti a Toscana (62,2%) e Veneto (61,5%). Un risultato molto importante, da ricondurre anche all’alta percentuale di adesione ai programmi di screening. “I numeri assoluti – sottolinea il prof. Antonio Frassoldati – sono imponenti. Ogni anno nella Regione è invitato circa un milione e mezzo di persone (500.000 allo screening mammografico, 400.000 allo screening cervicale e 600.000 allo screening colo-rettale) e circa 900.000 eseguono il test proposto a seguito dell’invito. Nel 2015 l’estensione effettiva degli inviti, che esprime la capacità del programma di invitare la popolazione secondo le tempistiche previste, mostra in Emilia-Romagna valori del 100% o più, rispetto a medie nazionali rispettivamente pari all’82% per lo screening mammografico, al 76% per lo screening cervicale (della cervice uterina) e al 73% per lo screening colo-rettale. Per garantire equità di offerta a tutta la popolazione che vive sul territorio regionale, gli screening sono rivolti non solo alla popolazione residente, ma anche alle persone domiciliate assistite. Anche l’adesione si attesta al di sopra della media nazionale ed è pari al 75% per lo screening mammografico (59% Italia), al 59% per quello cervicale (40% Italia) e al 50% per quello colo-rettale (43% Italia)”. La Regione è stata una delle prime in Italia ad allargare, nel 2012, la mammografia per l’individuazione del tumore del seno in fase precoce alle donne nelle fasce d’età 45-49 e 70-74 anni. E a partire dal 2016 il programma di screening del collo dell’utero ha subito un importante cambiamento, con il passaggio dal Pap-test triennale al test HPV quinquennale, che si è dimostrato più efficace nella prevenzione di questa neoplasia per la fascia d’età dai 30 ai 64 anni.

In Italia nel 2017  sono stati stimati poco più di 369.000 nuovi casi di tumore.

Stefania Gori

“Oggi non possiamo più parlare di male incurabile- – sottolinea Stefania Gori, Presidente nazionale AIOM e Direttore del Dipartimento Oncologico dell’Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar-Verona – perché accanto alle armi tradizionali (chirurgia, radioterapia e chemioterapia) abbiamo a disposizione terapie innovative molto efficaci, come le terapie a bersaglio molecolare e l’immunoterapia che permettono di migliorare la sopravvivenza a lungo termine con una buona qualità di vita. Grazie alla diagnosi precoce e alle nuove armi, in Italia il 60% dei pazienti sconfigge la malattia. Il sistema sanitario deve saper rispondere alle esigenze di salute di questi cittadini, che spaziano dalla riabilitazione al ritorno alla vita attiva, agli affetti e al lavoro”. A Ferrara, durante il “Festival della prevenzione e innovazione in oncologia”, saranno raccolti sondaggi conoscitivi e saranno distribuiti ai cittadini opuscoli sulle principali regole della prevenzione oncologica e sulle nuove armi in grado di sconfiggere la malattia o di migliorare la sopravvivenza in modo significativo. Nelle tre giornate, all’interno del motorhome (dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17), saranno disponibili gli oncologi dell’AIOM per fornire informazioni e consigli. Fra gli eventi in calendario, domenica 24 giugno (dalle 16.30 alle 18.30) è prevista la biciclettata della salute (“All’ombra delle mura”, in collaborazione con Uisp) e martedì 26 giugno (dalle 18 alle 19) è in programma la camminata della salute (“Nordic walking in Centro Storico”) in collaborazione con Uisp.

(La foto di copertina è di Massimo Baraldi)

Elisa Stefanati

Elisa Stefanati

Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta

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