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Fattori di crescita per la rigenerazione di capelli e tessuti

Fattori di crescita per la rigenerazione di capelli e tessuti

Intervista al professor Santo Raffaele Mercuri Primario dell’Unità di dermatologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano

Sta per concludersi il mese di Ottobre, un momento fondamentale per fare prevenzione ed anche per la salute dei capelli. Il capello ed il  bulbo pilifero risentono infatti di molti fattori esterni che spesso creano alterazioni dei cicli di crescita indispensabili per evitare una perdita della vitalità. Tra le cause esterne figurano sole, caldo, fumo ed inquinamento, tra i fattori interni invece spesso sul banco degli imputati finiscono  stress ossidativi, ormoni e fattori ereditari.

Il follicolo pilifero  è l’unico organo del nostro corpo che si rigenera ciclicamente  nel corso di tutta la vita.

E’ una delle strutture più complesse e specializzate del corpo umano , cresce, regredisce e si riforma. I fattori citati nell’introduzione possono alterare, desincronizzare, l’orologio biologico  del ciclo  del capello, che per stare bene deve crescere, riposarsi e cadere: è stato dimostrato che  numerosi casi di calvizie sono dovuti per esempio ad una fase di “addormentamento” delle  cellule staminali contenute nei follicoli piliferi. Oggi la medicina rigenerativa ed in particolare il PRP- spiega Santo Raffaele Mercuri Primario di Dermatologia dell’ospedale San Raffaele- trova applicazioni ed indicazioni rilevanti nell’ambito del trattamento  dell’ alopecia androgenetica e areata e come coadiuvante nei processi rigenerativi dei tessuti di viso collo, decolletè e dorso mani. Il  sangue centrifugato e processato, lavorato e nuovamente iniettato in alcune aree del nostro corpo è in grado di stimolare e facilitare la rigenerazione tissutale. È quello che fa il «Plasma ricco di piastrine» che sfrutta i fattori di crescita delle piastrine.  Il Plasma ricco di piastrine è un potente concentrato di fattori di crescita in grado di stimolare la rigenerazione dei tessuti. L’utilizzo del concentrato piastrinico (PRP) per uso non trasfusionale, in particolare nella medicina rigenerativa o in dermatologia è una pratica ormai consolidata a livello internazionale. Si ottiene grazie a una tecnica che prevede la centrifugazione del sangue prelevato dallo stesso paziente all’interno di un processo che termina con la produzione di una parte di plasma ad alta concentrazione di piastrine.  I fattori di crescita contenuti all’interno delle piastrine, tra i molteplici effetti, riescono a regolamentare i cicli e migliorare la vitalità dei bulbi piliferi”. E’ importante sottolineare che, per poter eseguire tale terapia, la struttura deve possedere l’autorizzazione all’utilizzo di emoderivati.

Il PRP,  anche definito gel di piastrine (gdp), in base alla normativa nazionale attualmente vigente può essere preparato solo nei servizi trasfusionali (ST).

Si tratta di un aspetto importante –ha proseguito il prof Mercuri- tutti i centri devono possedere l’autorizzazione di idoneità a procedere  alla gestione degli emocomponenti; una certificazione che ovviamente  l’ospedale San Raffaele possiede per poter operare in sicurezza e qualità in ambito trasfusionale e non solo. Questa capacità del PRP  di rivitalizzazione è poi utilizzata con ottimi effetti anche nelle aree cutanee che hanno perso elasticità ed idratazione come il viso, il decolleté e il dorso delle mani. La seduta dura ca 30′ e gli effetti sono visibili nell’arco di 1 mese come sottolineato nell’intervista che segue dal primario dell’unità di Dermatologia dell’Ospedale San Raffaele, Santo Raffaele Mercuri

 

Elisa Stefanati

Elisa Stefanati

Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta

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