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A cena con il filosofo

A cena con il filosofo

Il segno come prerogativa nella comunicazione dell’uomo

 Questo il tema al centro della serata d’autore che avrà  come relatore d’eccezione il professor  Silvio Rinaldi (noto docente ferrarese di Storia e Filosofia presso il Liceo classico L. Ariosto e il Liceo scientifico A. Roiti)  ed in programma sabato 19 Gennaio alle 20.30  presso l’agriturismo Corte dei Gioghi a Ferrara.

 Saperi e sapori al centro di un “tavolo” conviviale

Una serata pensata per riflettere su tematiche che affondano le loro radici nel passato, ma di brillante attualità.  Pensieri “serviti”  ad un convivio unico, arricchito di sfiziose ricette della tradizione gastronomica estense e innaffiato dai vini del territorio,  Ad intrattenere i commensali il sagace, brillante e acuto pensiero del professor Silvio Rinaldi storico docente di Storia e Filosofia presso il liceo classico Ludovico Ariosto ed il Liceo scientifico Roiti di Ferrara.

“Abbiamo un segno ogni volta che qualcosa può essere interpretato come rappresentazione di un’altra cosa- spiega il prof Rinaldi- il primo a classificare due tipi di segni fu Sant’Agostino, che li divise in segni naturali,  tutti quei segni che sono stati creati per significare qualcosa, ma che rimandano ad altri oggetti per esperienza e segni artificiali, ovvero tutti quei segni creati proprio come forma di comunicazione, basti pensare alla scrittura.

Tramonto su Corte dei Gioghi

“Da sempre “il segno” ha contraddistinto l’imperativa necessità dell’uomo di comunicare ed è per questo che lo ritroviamo nell’intero percorso evolutivo della nostra specie- conclude il docente–  segno come rappresentazione, come comunicazione, indicazione, espressione di un bisogno intrinseco alla natura umana”.

Ma perché “il segno” ci appartiene in maniera così imprescindibile? Perché non possiamo farne a meno? E perché la nostra società moderna ne ha fatto uno dei capisaldi?Queste e altre domande troveranno spazio nell’incontro di sabato 19 Gennaio, brillantemente moderato dal professor Rinaldi.

Filosofia e cucina per una serata che già preannuncia un’idea di felicità

Corte dei Gioghi interni

 

 

 

“Quando il pensiero si “siede” a tavola si riacquista il  senso più autentico della convivialità – afferma Paolo Mannoni titolare dell’agriturismo Corte dei Gioghi–  che non si riferisce solamente a ciò che si consuma e che nutre, ma a ciò che è in grado di esprimere in un groviglio di esperienze sensoriali  legate a identità, appartenenza e relazione. E’  la tavola stessa a raccontare suggestioni in grado di rievocare una memoria gustativa, visiva e olfattiva che restituisce il senso delle  proprie radici. Per questo l’idea delle serate che pongono la Filosofia al centro della tavola.”

L’etimologia della parola appetito- aggiunge Clara Franchini, media manager dell’ agriturismo – rimanda al concetto di appetire, desiderare, quindi  essere attratti da qualcosa, ma non si riferisce ad una pulsione istintiva che obbliga a mangiare, quanto piuttosto ad un’ attrazione per qualcosa che ci invita. Ecco perché per noi il  cibo può essere considerato lo strumento di relazione per eccellenza:  è un rituale, è condivisione, scambio e relazione; è genuinità, sapore vero e freschezza. Per questo le nostre proposte gastronomiche sono incentrate sull’ utilizzo di prodotti stagionali dell’ orto, abbinati a prodotti enogastronomici esclusivamente del territorio emiliano romagnolo. Nella serata del 19, ad esempio,  i piatti saranno a base di zucca Ferrarese, cucinata secondo la tradizione della nonna e di vini delle sabbie“.

 

 

 

 

 

 

Agriturismo Corte dei Gioghi http://www.cortedeigioghi.com

Elisa Stefanati

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