Mi sono imbattuta in Danilo Giacobbe, per caso, rimanendo molto colpita dalle sue opere, un po’ come quando l’occhio cade su un fiore raro. Così ho deciso di volerne sapere di più. “Io sono una persona che ha sempre vissuto all’aria aperta da giovane in mezzo alla campagna, nato in un casolare agricolo. I miei ricordi d’infanzia sono un po’ collegati alle opere che oggi eseguo. Mi definisco una persona semplice, onesta e sincera. Credo di aver dato tanto agli altri ma senza essere ricambiato.” A prescindere dai natali la pulsione verso l’arte è potente, una vera e propria risorsa insita dentro di noi, talvolta un mezzo per aiutarci a superare i momenti difficili della vita. Danilo, da un semplice strumento che porta con sé gioia e tristezza, il fiammifero, ha saputo creare una nuova forma d’arte nel ramo della pittoscultura.

 

 

 

 

 

“È stata una scelta per la passione di lavorare il legno, per realizzare opere che non fossero dipinti, nature morte o paesaggi.Da quando sono diventato maggiorenne ho intrapreso un tipo di arte con una tecnica singolare per fare qualcosa di diverso dalla pittura classica senza nulla togliere a chi dipinge. Insomma ho voluto distinguermi dagli altri.”

“Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna… punito perché vede l’alba prima degli altri” (Oscar Wilde)

Questo artista è l’esempio di come ascoltando il nostro istinto sia possibile creare qualcosa di nuovo e positivo a dispetto dell’osceno e del grottesco che ci circonda. “Non avendo avuto modo di studiare le mie opere si basano sulla pura fantasia. Tutta farina del mio sacco.”  Il bello difatti è sempre nei dettagli, nella speranza del rinnovamento che impercettibile agisce in tutte le epoche che vedono il genere umano come protagonista. “Ogni persona come ogni artista ha una visione personale delle cose. Due cose identiche anche se le confronti non saranno mai uguali per dei dettagli talvolta invisibili.” Impagabile poi è lo stupore e l’emozione che viene fatta provare agli altri, fondamentale per ogni artista.

“Per me la soddisfazione più grande è quella di essere riuscito a stupire il mondo con questo genere di arte. Sono autodidatta e non esistono testi o libri riguardanti questa tipologia di tecnica artistica, quindi ne sono molto orgoglioso. Le mie opere sono apprezzatissime dal pubblico che ha avuto il piacere di vederle dal vivo. Sono state quotate da galleristi che operano su scala internazionale. Arrivano proposte dall’Europa, dagli Stati Uniti, dall’Australia, dal Giappone fino alle Filippine. Sono apprezzatissime anche da galleristi e collezionisti. Ho avuto anche recensioni da critici di fama mondiale come Paolo levi Filippe Daverio e Vittorio Sgarbi.”La cosa inoltre che continua a stupire è la semplicità dei materiali che Danilo utilizza nonché i dettagli della sua tecnica unica.

 

“Uso fiammiferi che brucio non oltre i 3 secondi perché la testa del fiammifero deve rimanere integra e non consumata, dopodiché abbino parti colorate usando colori acrilici. I lavori sono eseguiti su tavola di compensato spessore di 5/6 mm.

La misura standard è di 36x60cm ma a seconda dell’esigenza dell’opera e del tipo di soggetto posso spingermi fino al formato 120x150cm . A volte inserisco anche dei materiali di recupero oltre ai fiammiferi creando un binomio perfetto. Per attaccare i fiammiferi uso semplicemente colla vinilica.” Ovviamente come tutte le cose belle, anche la pittoscultura di Danilo richiede tempo, sacrificio, amore e passione per dare i suoi frutti.

“Per realizzare le opere più piccole mi servono almeno 140 ore. Per le opere più grandi e complesse sono necessarie dalle 280 fino alle 500 ore di lavoro in base al tema dell’opera stessa.”

 

Un’arte dunque da scoprire e da seguire con interesse, basata su un oggetto che per sua natura si erode per illuminare dando così nuova luce al mondo (Nella foto Danilo Giacobbe)