Milano in giugno Milano si trasformerà nella capitale scientifica sulle aritmie del cuore.

Il  27 e il 28 giugno presso l’Ospedale San Raffaele di Milano andrà in scena  il congresso sulle aritmie ventricolari “Togheter VT”, cui parteciperanno cardiochirurghi, aritmologi elettrofisiologi esperti provenienti da tutto il mondo.

Alla regia del simposio, il professor Paolo Della Bella, primario dell’Unità di Aritmologia ed Elettrofisiologia cardiaca dell’ospedale  San Raffaele di Milano.

Tra tutte le aritmie, la più diffusa è la fibrillazione atriale

Contraddistinte da un’alterazione del ritmo del cuore, le aritmie cardiache sono in genere distinte in tachicardie e bradiaritmie. Le prime si caratterizzano per un battito più veloce della norma, mentre nelle seconde il muscolo cardiaco pulsa più lentamente di quanto dovrebbe.

Molto più serie delle aritmie atriali sono quelle ventricolari

Il trattamento della fibrillazione ventricolare– spiega il prof Della Bella – è di fondamentale importanza, poichè si tratta dell’aritmia associata all’arresto cardiaco. Una patologia responsabile di una elevatissima mortalità e di grosso impatto mediatico quando ad esempio colpisce personaggi del mondo dello sport”.

L’unità operativa di Aritmologia del San Raffaele di Milano, è un centro all’avanguardia nel trattamento di tutti i tipi di aritmie cardiache e di riferimento a livello internazionale per la formazione degli specialisti.

La preminenza di questa unità– spiega il prof Paolo Della Bella – risulta dall’incontro tra l’unicità dell’esperienza posseduta dallo staff nelle tecniche ablative endocardiche ed epicardiche, le più avanzate apparecchiature disponibili e l’interazione tra elettrofisiologia e cardiochirurgia che, nel Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, trovano le condizioni per agire in sinergia”.

Esperienza clinica, dotazione tecnica e approccio multidisciplinare consentono di affrontare in maniera efficiente aritmie anche complesse, extrasistolica ventricolare, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare, nel paziente esente da cardiopatie ma soprattutto nel contesto di cardiopatie strutturali.

Le principali  aritmie cardiache – spiega il prof Della Bella – vengono trattate tramite lo studio elettrofisiologico; ablazione transcatetere; impianto di elettrostimolatori cardiaci;impianto di defibrillatori; CRT (Terapia di Risincronizzazione cardiaca) per il trattamento dello scompenso cardiaco;attività di espianto di cateteri, pacemaker e defibrillatori infetti o disfunzionanti”.

Le patologie  del sistema cardiocircolatorio rappresentano la seconda voce di costo in termini di prestazioni previdenziali. Sono state pari al 19% della spesa totale dal 2009 al 2015, seconde solo alla patologie oncologiche, per una spesa totale nel periodo di circa €13,7 miliardi e una media annua di €1,9 miliardi (studio EEHTA–Economic Evaluation and HTA–del CEIS, dell’Università Tor Vergata di Roma,in collaborazione con la banca dati INPS).

Prevenzione, aderenza alle terapie e alle tecnologie, così come ritardi nella diagnosi hanno un impatto considerevole sulla spesa sanitaria.