Al Parco Natura Viva di Bussolengo Cesare Avesani Zaborra sta realizzando un progetto che ha l’obiettivo di proteggere ogni specie vivente

 

50 sono gli anni che quest’anno festeggia il Parco Natura Viva di Bussolengo (Vr). Anni dedicati alla conservazione delle biodiversità. Noi siamo l’ambiente in cui viviamo e gli ultimi cambiamenti climatici ci dicono che dobbiamo avere rispetto per quel che facciamo, se vogliamo continuare a vivere bene; oltre al rispetto, serve intelligenza e formazione. Il Parco Natura Viva è costituito da 42 ettari di terreno divisi in due aree: una safari e una pedonale, composta a sua volta da 5 continenti che ospitano 250 specie autoctone, per un totale di 1.500 animali.

Il 25 giugno 1969 arrivò il primo ospite: «Si trattava di Pippo, un ippopotamo», ricorda Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico e Ceo del parco. «Fu mio padre Alberto Avesani che, su richiesta del sindaco di allora, prese in custodia questo ippopotamo abbandonato da un circo di passaggio. Allora il parco era fatto di piante e fiori ed era abbastanza grande da poter ospitare un animale così particolare. Proprio questo ippopotamo diede alla mia famiglia l’idea di proteggere in seguito tutti gli animali che ne avessero avuto bisogno. Così, creammo la prima serra tropicale e lo spazio dedicato alla preistoria e agli animali estinti. Da allora, la conservazione delle specie da allora è e rimane la più grande forma d’educazione che abbiamo avuto fin da piccoli. Così che, diventando adulto, sto realizzando un progetto che è il simbolo di questo principio: “un’arca“ che possa proteggere, difendere e conservare ogni specie vivente. Un bellissimo progetto che fa vivere insieme le biodiversità. Un centro di accoglienza per formarsi, studiare, valutare ogni animale a rischio di estinzione, con l’intento di reintrodurre nell’habitat naturale ogni specie, perché tutto è indispensabile al proseguo della vita». Lavorano al parco più di 100 persone, tra keeper, deputati alla cura quotidiana, biologi, veterinari che preservano il benessere e mantengono in salute le specie, ma anche “psicoetologi” che studiano gli stimoli utili dal punto di vista etologico.

I comportamenti da mettere in atto per prendersi cura del benessere psico-fisico degli animali sono tanti e il Parco Natura Viva è promotore di numerose iniziative. Tra quelle di maggior successo c’è “Plastifiniamola”, una campagna di sensibilizzazione contro la plastica buttata in mare che uccide gli animali. Nel Mediterraneo ingeriscono questo materiale 134 specie diverse, tra cui le tartarughe marine, che scambiano i sacchetti per le meduse di cui loro si nutrono e muoiono ingerendoli. Rispettare le biodiversità significa anche per noi vivere più a lungo in un pianeta che possa ospitarci.