“Together VT” un congresso scientifico di respiro internazionale presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano sulle Tachicardie Ventricolari

Recenti indagini a livello nazionale ed europeo stimano in oltre 5000 i casi di gravi tachicardie ventricolari in Italia, recidivanti e refrattarie alle cure tradizionali, che abbiano necessità di trattamento elettrofisiologico ed eventualmente chirurgico a 360 gradi.

Il trattamento delle aritmie ventricolari è estremamente importante nell’ambito dell’elettrofisiologia ed aritmologia cardiaca per la problematicità e criticità correlata a questa patologia. Alla regia del congresso in corso all’IRCCS San Raffaele- il prof Paolo Della Bella, primario dell’Unità di Aritmologia ed Elettrofisiologia cardiaca.

“Al consesso scientifico hanno aderito operatori e medici di esperienza internazionale – ha premesso il prof Della Bella– ed il titolo Together VT serve ad evidenziare la rilevanza di in un approccio integrato, perché il valore aggiunto è dato dalla collaborazione tra aritmologi, cardiologi, esperti di imaging e di scompenso e genetisti e cardio- chirurghi”.

Tra le principali criticità con cui l’aritmologo-elettrofisiologo si misura in questo ambito certamente l’imprevidibilità di questa patologia. Spesso infatti si ha a che fare con aritmie che impattano in modo pesante sulla prognosi: purtroppo ci si muove in un campo molto complesso perché le tachicardie ventricolari portano all’arresto cardiaco e quindi a morte improvvisa.

Tecniche innovative, nuove evidenze e direzioni future del mondo articolato delle aritmie ventricolari e nelle alterazioni del ritmo cardiaco; gestione clinica e procedure all’avanguardia nell’ambito degli interventi di ablazione in generale; su questi ed altri temi da questa mattina si interrogano operatori e medici a livello internazionale, per testimoniare gli sviluppi in questo campo scientifico e di ricerca.  Il congresso in corso rappresenta l’occasione per fare il punto sui progressi in ambito diagnostico ed organizzativo. Questa mattina sono state presentate in anteprima nuove tecniche per la localizzazione e l’eliminazione delle aree aritmiche, soprattutto di quelle meno evidenti e più complesse da individuare. Nuove tecniche di mappaggio, utilizzate per ricostruire l’anatomia delle strutture cardiache al fine di guidare le procedure di ablazione di numerose aritmie cardiache.

“La tecnologia è importantissima- ha proseguito il prof Della Bella– la sfida più importante e capire esattamente da dove si origina l’aritmia, ed intervenire in tempi rapidi è fondamentale. Il tempo impiegato a capire quando si arriva a bersaglio è importantissimo. Le nuove tecnologie stanno evolvendo nella direzione della mini-invasività e ci stanno permettendo di ridurre sempre di più il danno lesivo. La  terapia radiante ad oggi rappresenta l’ultima frontiera, le nuove tecniche permettono infatti di trattare alcune aree del cuore senza la necessità di utilizzare sonde per colpire i focolai elettrici responsabili di alcune aritmie”.

“La Prevenzione è una questione anche culturale ed educativa- ha spiegato Paolo della Bella– negli ultimi anni si è diffuso un approccio di sensibilizzazione sull’importanza dell’astensione dal fumo, sulla dieta equilibrata e sulla rilevanza dell’attività fisica. Le indagini elettrocardiografiche poi sono il passo successivo. Ogni persona dovrebbe sottoporsi ad una visita cardiologica e ad indagini elettrocardiografiche anche in assenza di sintomi. Tali indagini permettono di evidenziare precocemente eventuali anomalie, che poi possono essere approfondite per effettuare diagnosi più precise ed accurate.

L’unità diretta dal prof Della Bella è un centro all’avanguardia nel trattamento di tutti i tipi di aritmie cardiache e di riferimento a livello internazionale per la formazione.  “La preminenza di questa unità- spiega il prof Paolo Della Bella – risulta dall’incontro tra l’unicità dell’esperienza posseduta dallo staff nelle tecniche ablative endocardiche ed epicardiche, le più avanzate apparecchiature disponibili e l’interazione tra elettrofisiologia, cardiochirurgia, esperti di scompenso cardiaco  che, nel Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, trovano le condizioni per agire in sinergia.

“Si ritiene che l’incidenza di malattia coronarica nel nostro paese renda ragione del fatto che oltre il 50 per cento degli eventi insorga nel contesto della cardiopatia ischemica. Negli ultimi anni, grazie all’affinamento delle tecniche diagnostiche- prosegue Paolo della Bella- abbiamo documentato che il 30% delle aritmie insorgono nel contesto di altre cardiopatie, cosiddette non ischemiche, che spesso riguardano processi di alterazione o degenerazione delle cellule del cuore. Se vogliamo parlare di trattamenti, da un registro 2016 delle oltre 7700 ablazioni effettuate in Italia, risulta che circa il 10% era mirato al trattamento di aritmie ventricolari”.

“Le principali aritmie cardiache- spiega il prof Della Bella– vengono trattate tramite lo studio elettrofisiologico; ablazione transcatetere; impianto di elettrostimolatori cardiaci;impianto di defibrillatori; CRT (Terapia di Risincronizzazione cardiaca) per il trattamento dello scompenso cardiaco;attività di espianto di cateteri, pacemaker e defibrillatori infetti o disfunzionanti”.  Il congresso del 27 e 28 Giugno porrà le basi per un confronto di elevato profilo, grazie alla partecipazione al tavolo dei relatori di ricercatori e cardiochirurghi di fama internazionale”.

Il futuro è tracciato: diagnosi precoce, esperienza clinica, dotazione tecnica, approccio multidisciplinare, pattern organizzativi di alto profilo consentono di affrontare in maniera efficiente aritmie anche complesse, extrasistolia ventricolare, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare, nel paziente esente da cardiopatie ma soprattutto nel contesto di cardiopatie strutturali.