In medicina e  chirurgia estetica standardizzazione ed esagerazioni volumetriche sono trend in uscita

La passione degli italiani per medicina e chirurgia estetica non sembra conoscere battute d’arresto. Nell’era della vetrinizzazione dei social, l’attenzione all’aspetto fisico è imperante. Il  ricorso a pratiche di chirurgia estetica è abitudine socialmente accettata e non è più vissute come un tabù, anche in vista di un trend sempre crescente di procedure estetiche minimamente invasive.  L’Italia si conferma il quinto Paese al mondo per interventi di chirurgia e medicina estetica, dietro a Stati Uniti, Brasile, Giappone e Messico.

La medicina e la chirurgie estetica oggi guardano alla persona nella propria interezza, i trattamenti si  fanno sempre meno invasivi per non snaturare la fisionomia del volto e del corpo- spiega  il dottor  Fabio Caviggioli Direttore Sanitario della Clinica di Medicina e Chirurgia estetica Juneco di Milano City Life, intervistato in occasione del recente congresso Sime che si è tenuto nella capitale–  le tecniche e tecnologie devono accompagnare in maniera personalizzata l’evoluzione della persona nel rispetto dell’individuo stesso, delle proporzioni, della naturalezza, dell’armonia, dell’età, della socialità, dello stile di vita che è diverso da persona a persona. La medicina e la chirurgia estetica devono proporre miglioramenti “fatti su misura” e valorizzare viso e corpo ma solo in maniera “custom made”.

(Fabio Caviggioli Direttore Sanitario di Juneco City Life intervistato al Sime 2019)

Le tecnologie evolvono e permettono di soddisfare richieste di miglioramento estetico, che risolvano imperfezioni, ma senza interventi artificiosi, tant’è vero che sono sempre più consolidate pratiche che i medici chiamano “lunchtime treatments, un’espressione anglofona per sottolineare il fatto che esistono trattamenti che possono essere eseguiti nel tempo di una pausa pranzo, per  poi riprendere con le normali attività.

Staff Medico di Juneco

Presso la clinica di medicina e chirurgia estetica Juneco di Milano City Life, un brand in espansione in altre città d’Italia nel prossimo biennio,  i trend dell’ultimo anno, confermano i dati generali. “Gli interventi di medicina estetica più richiesti in questo anno- spiega il direttore generale Andrea Grassi–  sono stati gli iniettabili (32%), i  trattamenti laser ( 22%) la criolipolisi (14%)  l’epilazione ( 15%), e la Carbossiterapia (12%). La chirurgia estetica vede sul podio gli interventi di  mastoplastica ( 32%), rinoplastica/lifting (22%); liposuzione (15%), trattamento anti cellulite Cellfina 14% e blefaroplastica ( 12%).”

Il 55% degli interventi effettuati in Juneco sono stati di medicina estetica ed il 45% di chirurgia plastica. “La clientela è costituita per l’80% da donne e per il 20% da uomini. L’età dei pazienti è caratterizzata per lo più  da persone tra i 30 ed i 44 anni, segue con il 34% la fascia d’età tra  i 45 ed i 59 anni; il 20% ha un’età compresa tra i 18 ed 29 anni e l’8% ha oltre 60 anni.”

Andrea Grassi Direttore Generale Brand Juneco

Aumenti volumetrici del seno sproporzionati, labbra troppo gonfie,  procedure chirurgiche, che lascino alterazioni troppo evidenti, –conclude Grassi– rappresentano tendenze ormai  in uscita”. Insomma, si punta sempre più su risultati naturali,  armonia nelle proporzioni ed eleganza nelle forme sia quando si parla di chirurgia plastica e medicina estetica che di  procedure antiage.