Cronoalimentazione: a che ora devo mangiare cosa?

“Mangiare bene per vivere bene”, si dice così. Ma se la scienza provasse che a questa massima manca qualcosa? Fare le giuste scelte alimentari in termini di quantità e qualità è importante ma lo è anche scegliere che cosa mangiare e a che ora del giorno consumare quel determinato alimento. E’ il concetto che sta alla base della Cronoalimentazione, come spiega il Professor Fabio Rinaldi, direttore scientifico della ricerca dei Laboratori HMAP di Giuliani: “La cronoalimentazione consiste nella consapevolezza che a seconda dell’ora del giorno i batteri presenti nel nostro intestino sono deputati alla metabolizzazione di macronutrienti diversi, da questa consapevolezza deve dunque derivarne una seconda, ossia che è bene mangiare determinati cibi in determinate fasce orarie. I carboidrati andrebbero dunque consumati al mattino per la prima colazione e a metà giornata con il pranzo, mentre le proteine sono indicate la sera all’ora di cena. Non seguire questo semplice schema può alterare il metabolismo e creare dei danni all’organismo”.

La cronoalimentazione non è quindi la ‘dieta del momento’, né la ‘food routine’ della nuova celebrity emergente; cronoalimentazione significa solo ed esclusivamente ascoltare e seguire le reali necessità del nostro organismo, che in alcune fasce orarie carbura al meglio grazie ai carboidrati, in altre mediante la metabolizzazione delle proteine.

Si capisce dunque che conoscere di cosa ha bisogno il nostro corpo e  sapere quando è nelle migliori condizioni per metabolizzare i nutrienti che gli vengono forniti è fondamentale per garantire il benessere ed il corretto funzionamento dell’organismo. In quest’ottica, un approccio in linea con la cronoalimentazione prevede il consumo di carboidrati in abbondanza durante le prime ore del giorno, così da avere l’energia necessaria  a cominciare la giornata; diversamente i batteri deputati alla metabolizzazione dei carboidrati sarebbero costretti a scindere le proteine o i grassi, non rendendo all’organismo la stessa energia che sarebbero in grado di fornire se fossero stati consumati carboidrati. 

Dal punto di vista qualitativo sarebbe bene propendere per fonti di carboidrati integrali e senza zuccheri aggiunti, tali da garantire un lento rilascio energetico e da scongiurare picchi glicemici.

Lo stesso principio vale per le ore serali, quando nell’intestino sono presenti i batteri deputati alla scissione delle proteine, a cena quindi si dovrebbero prediligere le proteine, vegetali o animali e preferibilmente magre. 

I grassi non devono certo sparire dalla dieta, qualora si decidesse di seguire la cronoalimentazione. Si cerchi di scegliere fonti lipidiche di qualità, come l’olio extravergine di oliva utilizzato a crudo, la frutta secca al naturale e pesci ricchi di Omega3, badando naturalmente anche alla quantità ma tenendo a mente che, soprattutto per le donne fertili, un’adeguata dose di grassi nell’alimentazione è fondamentale. 

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Seguendo le poche e semplici indicazioni che prevede la cronoalimentazione sarà possibile ridurre notevolmente l’incidenza di disturbi quali la cattiva digestione, il gonfiore addominale, la spossatezza e gli sbalzi d’umore.