Lezioni a distanza: docenti e animatori digitali ripensano una scuola al passo coi tempi e le contingenze del momento

E’ un momento su cui nessuno ha fatto le “prove generali”. La scuola sta riorganizzando al meglio l’attività formativa al di fuori delle aule. Dopo l’annuncio del governo di voler estendere il provvedimento di sospensione delle lezioni fino al 15 Marzo, molti docenti e dirigenti della scuola Italiana stanno ripensando la loro attività. Rompere il silenzio e continuare ad imparare, nonostante l’interruzione delle lezioni imposta dal decreto governativo sull’emergenza Coronavirus. L’importante è non restare con le mani in mano. In tutta Italia non mancano le iniziative frutto di esperienza e buona volontà delle menti più “aperte”.  Priorità del momento è quella di supportare la formazione a distanza,  attraverso una scuola digitale che non rappresenti più un plus, ma condizione necessaria per una continuità didattica,  importante tanto sul piano formativo che relazionale per i ragazzi.

Dall’Emilia Romagna, regione che aveva già fatto le prove generali con l’interruzione didattica ai tempi del terremoto del 2012,  si è alzata una capacità di reazione “superiore anche alle aspettative” a sostenerlo è Roberto Bondi coordinatore del servizio Marconi TSI dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna. “La tecnologia anche nella didattica scolastica non è più una scelta, e quello che stiamo notando è che l’innovazione digitale si sta lanciando da sola. Il digitale viene dopo, al centro ci sono le relazioni. Non solo di strumentazione tecnologica stiamo parlando– prosegue il dott. Bondi-  ma dell’importante lavoro svolto dai docenti e  dagli animatori digitali, i cui progetti vengono  ascoltati e supportati dai dirigenti nella sfida innovativa.

Oltre ai compiti assegnati nel registro elettronico ed alle lezioni di ripasso, si stanno progettando in diversi istituti Italiani lezioni in streaming, via Skype, videolezioni su Youtube, e  video istruzioni per partecipare alla formazione on line,  tutorial condivisi su social e sugli smarthphone. L’ innovazione tra i banchi si avvale di figure che, forse fino ad oggi non sono state valorizzate appieno, ma che oggi potrebbero avere un momento di riscatto. Sono gli animatori digitali,  docenti che, sfruttando strumenti tecnologici, app  e piattaforme dedicate possono mantenere un più stretto rapporto con i loro studenti sui linguaggi innovativi, valorizzando tutta la didattica e cercando ogni giorno di trovare un “nuovo modo” di insegnare.

A spiegarci quali sono compiti e le funzioni di questa figura è proprio un animatore digitale,  Teresa Ventimiglia docente all’istituto comprensivo Bonati di Bondeno nel Ferrarese. “In questi giorni di chiusura forzata cerchiamo di riprogettare l’attività didattica con l’ausilio di  applicazioni come ad esempio Google Classroom restando “connessi” con gli studenti condividendo  materiali, video, testi scritti, pdf immagini. Perché questo fa l’animatore digitale, una figura istituita ad ottobre 2015 nell’ambito del Piano Nazionale di Scuola Digitale, che con il proprio “Team dell’innovazione” ha il compito  di fare da ponte fra il corpo insegnante, gli studenti, e le evoluzioni tecnologiche. In questi giorni- prosegue la prof.ssa Ventimiglia– stiamo caricando video lezioni, esercizi da svolgere singolarmente o a piccoli gruppi senza bisogno di trovarsi fisicamente a svolgerli, attività di recupero e approfondimento in maniera virtuale ed alcune piattaforme ci consentono anche di sottoporre i ragazzi a prove di verifica dell’apprendimento.

L’obiettivo è ambizioso: in questo momento di criticità i 60.000 docenti dell’Emilia Romagna, con i relativi dirigenti- prosegue il dott. Bondi-  stanno lavorando per coinvolgere tutti i 700.000 studenti per riprogettare una scuola che non tema di misurarsi con le sfide dei tempi”. Che cosa preoccupa maggiormente in questo momento dottor Bondi? “ Innanzitutto quella che era nata come una sospensione a carattere limitato e temporaneo,  è stata estesa a data da destinarsi e non sappiamo per quanto perdurerà questa condizione, in secundis siamo preoccupati in particolare, per i ragazzi che vivono contesti di marginalità culturale e sociale, risulteranno infatti questi gli studenti più difficili da coinvolgere e motivare, infine aggiungo un elemento che non riguarda solo  il momento contingente; in qualità di coordinatore di Servizio Marconi, organismo di supporto all’innovazione didattica legata al digitale in tutta la Regione Emilia Romagna, non possiamo non segnalare il Digital Divide che affligge il paese, ed il gap infrastrutturale esistente che potrebbe penalizzare alcune regioni italiane”.  Se è vero che la  formazione è un diritto e un dovere, e che le tecnologie,  annullano distanze spazio temporali,  il momento è più che maturo  per la creazione di soluzioni innovative, metodologie e tecnologie da diffondere all’interno di una scuola al passo coi tempi.