Nel volume della scrittrice Bolognese è la fragilità il vero superpotere

La scrittrice Monica Zarantonello

Le amiche migliori sono sorelle che ti scegli da sola (Eustache Deschamps)

Esiste l’amicizia tra donne? E di fatto come può cambiarti la vita? Quale il segreto per essere felici? Spesso si legge della difficoltà delle donne a creare legami autentici e veritieri, ma il volume “Il mistero della felicità altrui” della scrittrice Bolognese Monica Zarantonello (Book Sprint Edizioni) alle prese con la sua seconda fatica letteraria, sembra dare una lettura avvincente ed inedita. L’intreccio  narra il destino di due donne Sorriso e Sole, questi  i nomi delle due protagoniste, alla conquista della propria identità e della consapevolezza di sé nelle relazioni e nell’incontro con l’Altro.

Le protagoniste sono due donne, una  vittima di una cattiva compagna di vita: l’ipocondria e in lotta nel disperato tentativo di ritrovare sé stessa dopo il fallimento del proprio matrimonio, alla ricerca di un conforto tra le braccia di un uomo, a sua volta sposato. Segreti. Mezze verità, illusioni e un coacervo di emozioni che fatica ad esprimere. L’altra ha quattro figli, che ama follemente assieme alla sua passione inespressa, quella per la fotografia. Sullo sfondo un marito presente solo come un quadro, ma assente come un eco nella nebbia, reso ancor più “evanescente” dalla dipendenza dall’alcool.  La loro amicizia resisterà alle prove della vita? Sarà più determinata dell’orgoglio che imprigiona gli slanci emotivi? Saprà sollevare il peso del giudizio per aprire il cuore al vento caldo della comprensione?

Monica Zarantonello

Monica Zarantonello è una scrittrice e una donna “a tinte forti”,  mai banale  e nel suo volume illustra come l’amicizia tra donne possa essere chiave di crescita personale. Mettersi a nudo e accettarsi è il passaggio fondamentale per aprirsi allo sguardo dell’altro. Sorriso e Sole sono due donne differenti, ma al contempo sembrano rispecchiare le due facce di una stessa medaglia. Ciò che amiamo nell’altro è spesso ciò che desideriamo per noi ed in un certo senso una vera amica può una specie di life coach inconsapevole. E’ colei che ci aiuta a superare i momenti bui, a sconfiggere l’ansia e la depressione. Il loro viaggio alla ricerca della felicità porterà le due donne a misurarsi con i propri lati oscuri, e le proprie fragilità , quelle che se mostrate e rese troppo evidenti, rischiano di mettere in luce l’essenza più vera, quella che ogni essere umano difende e protegge per la paura di divenire vulnerabile.

Forse ancor più difficile che amare è un altro mestiere quello di lasciarsi amare, lasciandosi andare all’incontro con l’altro. Perché il tema della felicità è assai legato a quello dell’amore, e per l’autrice è stretto il rapporto tra fede e amore. Colpisce il legame di una delle protagoniste con la nonna, una figura preziosa e detentrice del mistero della fede e del rapporto con il divino che dispiega l’animo umano ed i suoi chiaroscuri come vele al passaggio del vento.

L’autrice sul tema sostiene che, ogni essere umano sia stato creato per amare e che quando riesce in questo, possa nutrirsi di tutte le emozioni positive che suscita negli altri. Il segreto della felicità, dunque, pare essere un concetto semplice, come respirare. La felicità si realizza nella capacità di fare dono di sè. La fragilità e la sensibilità sono i veri superpoteri, e solo un atto di generosa accettazione dell’umanità dell’Altro può condurre ai sentieri della felicità- per l’autrice- “è la nostra capacità di avvicinarci al prossimo e alle sue necessità, a nutrire il nostro spirito e a trasformarci in persone appagate”.

l’autrice