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Nel sangue cercare le parole

Nel sangue cercare le parole

5 dicembre 2016Cinema

Recensione di “Animali Notturni” film di Tom Ford

 L’arte deve saper emozionare, catturare l’attenzione e catapultarti in una nuova realtà. Il film di Tom Ford, ispirato al romanzo di Austin Wright Tony & Susan, riesce a farlo in maniera fin troppo vivida ed angosciante. Un inizio grottesco, senza senso, in cui l’arte fa da specchio al non senso e all’apatia della vita della protagonista. Tra il sublime e l’osceno, veniamo introdotti nella vita di Susan e nella sua bellissima ma inquietante dimora, un guscio vuoto, come una donna senza anima. Susan Morrow è un’affermata gallerista d’arte, in piena crisi depressiva ed esistenziale, sposata con un uomo bellissimo ma superficiale. Un pacco inaspettato, un dono, da un passato lontano e piccoli dettagli che assumeranno di significato solo in seguito, nel sangue e nella sofferenza che non si vede ma distrugge. Il romanzo che il suo precedente marito voleva scrivere, ma non era mai riuscito a realizzare, ora era lì tra le sue mani, dedicato a lei e con un titolo a lei famigliare, vista la sua insonnia cronica. Inizia così la storia nella storia, una famiglia felice parte per una vacanza e si ritrova in viaggio in auto di notte per le desolanti ed isolate strade del Texas. Un sorpasso, un contro sorpasso e la tensione cresce. Un gruppo di balordi, senza etica o morale e la sensazione di impotenza che quasi mette in ginocchio. Un storia, cruda, violenta e senza speranza. Un tormento nel tormento, una condanna  che non  riesce a lasciare indifferenti. Un film che fa quello che deve fare, ma attenzione a non farsi sopraffare dall’immedesimazione o dal senso di colpa per avere scelto la strada più comoda, invece che i sogni e l’amore.

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